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Faccia da fumo
come complicarsi la vita e dimostrare più anni di quelli che si hanno

Faccia da fumo
Narra il frate Bartolomè de Las Casas nella sua Historia de las Indias come due “Cristianos” al seguito di Colombo si imbattessero a Cuba nel lontano 1492 in uomini che tenevano in mano una sorta di tizzone acceso a una estremità, fatta di erbe secche avvolte in una foglia più grande. Fu questo il primo incontro di europei con Nicotiana tabacum, una solanacea destinata a essere importata nel vecchio continente al pari di altre piante affini come la patata ed il pomodoro. Da quella data il tabacco non ha mai cessato di influire nella storia del costume suscitando molto presto entusiasmo ed accanita avversione.

La pianta del Tabacco
Il tabacco è una pianta della famiglia delle solanacee, la stessa famiglia a cui appartiene la patata, il pomodoro, il peperone, la melanzana e come queste originaria del Sud america e importata in Europa dalle prime spedizioni spagnole nel nuovo Mondo. Le sue larghe foglie , una volta essicate, vengono trattate con diversi additivi aromatici per migliorarne il sapore.


Il fumo del Tabacco
Il fumo che origina dalla combustione incompleta di questo tabacco e dalla carta che lo avvolge contiene circa 5000 sostanze diverse gassose e particellari che ricadono in almeno in 15 classi chimiche: i nome di alcune di esse sono: ossido di carbonio, acido cianidrico, ammoniaca, benzene, formaldeide, benzoantracene, benzopirene, cloruro di vinile ecc. Si tratta di un cocktail di rara nocività che comprende composti classificati come tossici , citotossici , cancerogene e promotori di tumori. Il loro ingresso negli alveoli polmonari danneggia infatti le mucose di rivestimento dei bronchi, in particolare il sistema di pulizia formato da cellule provviste di ciglia che hanno la funzione di opporsi all’entrata di nei polmoni di sostanze estranee come le polveri,i germi e sostanze tossiche.

Le principali sostanze pericolose contenute nel fumo di Tabacco
Catrame: è il costituente più importante della parte corpuscolata. Sotto questo nome vengono comprese diverse sostanze le più pericolose delle quali sono il Benzopirene e gli idrocarburi aromatici . Il catrame contribuisce ad irritare le vie respiratorie, all’ingiallimento dei denti, all’alito cattivo e alla sensazione di amaro in bocca. Gli idrocarburi aromatici sono presenti in elevata concentrazione non solo nel fumo di tabacco inalato ma anche in quello espirato per cui il rischio di tumore esiste anche in chi è vittima del fumo altrui.
Ossido di carbonio
si lega all’emoglobina causando un deficit di ossigenazione del sangue con riduzione della capacità di trasporto dell’ossigeno ai tessuti. Quando l’emoglobina è bloccata dall’ossido di carbonio, si viene a creare uno stato di sofferenza sia per la pelle con invecchiamento prematuri ed indebolimento dei capelli che per l’apparato vascolare con effetti tutt’altro che trascurabili sul muscolo cardiaco.
Nicotina
E’ un alcaloide analogo dell’acetilcolina, il principale neurotrasmettitore cerebrale e in quanto tale è in grado di raggiungere i recettori cerebrali pochi secondi dopo la sua assunzione tramite il fumo di sigaretta. Sostanza di per sè altamente tossica (l’ingestione in dose unica di 40-60mmg ha effetti letali) la nicotina viene assorbita soprattutto a livello degli alveoli polmonari.Tra i primi effetti sperimentato dal fumatore si riscontra un aumento generalizzato del tono dell’umore e della vigilanza, un miglioramento della resa lavorativa ed una diminuzione dell’ansia. La pressione sanguinea e la frequenza cardiaca tendono ad aumentare per effetto della vasocostrizione (anche coronarica); aumentano la gittata cardiaca e si verifica un rilassamento muscolo-scheletrico.Ma la nicotina nella sua complessità d’azione utilizza anche meccanismi biochimici che trasformano un individuo in uno schiavo della sostanza. La sua assunzione con il fumo provoca delle modificazioni in un’area specifica del cervello che si chiama nucleo accumbens dove avviene l’elaborazioni delle emozioni. La nicotina in questa particolare zona libera un neuromediatore chiamato Dopamina, una molecola che i neuroni utilizzano per parlare tra di loro . Quando si aspira una boccata di fumo i neuroni iniziano a trasmettere informazioni . In condizioni normali la dopamina si libera quando sorge una situazione che viene classificata dal cervello come stato di necessità. Ciò avviene quando si sente la necessità urgente di bere, mangiare o fare l’amore. Nel nostro caso la cosa necessaria diventa la nicotina. Un cibo mangiato oggi e a lungo desiderato o comunque ricercato per fame, fa produrre dopamina. Mangiato di nuovo il giorno dopo non ha più lo stesso effetto. La nicotina invece ,come droga, continua a far produrre questo mediatore neurochimico anche se il gesto di accendere una sigaretta rimane ripetitivo. Insomma la nicotina non tiene conto dell’abitudine che rende meno appettibile ogni cosa: è per questo che non diventiamo dipendenti dai cibi.In certi individui più fortunati la dopamina, con l’assunzione di dopamina, viene prodotta in minore quantità e non riesce quindi ad innescare la dipendenza.Il problema della nicotina è legato all’assuefazione ed alla dipendenza ; se da una parte da l’impressione di un potenziamento fisico e mentale, dall’altra dopo l’effetto eccitante provoca un effetto deprimente contrario al primo che spinge ad accendere di nuovo una sigaretta e spesso ad aumentare le dosi per mantenere costanti i livelli di nicotina nell’organismo e le sensazioni di piacere. La nicotina è il vero gancio capace di tenere appeso il fumatore al di là dei buoni propositi di riscatto

Danni alla pelle
La pelle come tutti gli altri tessuti invecchia naturalmente secondo ritmi che sono scanditi dal nostro orologio biologico.Ma parecchie ricerche hanno provato che esistono rischi ambientali come la luce solare, l’aria inquinata delle città e non ultimo il fumo di sigaretta ecc che accellerano la decadenza cutanea. Una delle più accreditate teorie sull’invecchiamento considera i radicali liberi come la principale causa. Vi sono prove sempre più evidenti che dimostrano che i radicali liberi sono una delle maggiori cause dell’invecchiamento cutaneo e responsabili della presenza all’interno del corpo umano di proteine alterate che producono segni evidenti di degenerazione in vari tessuti. Quando si fuma vengono prodotti radicali liberi che reagiscono se si legano alle strutture organiche (proteine e grassi) sia per azione diretta del fumo sull’apparato respiratorio che per contatto sulla pelle causando danni ai vari organi.Una boccata di fumo di sigaretta inalata a livello polmonare contiene circa 10 mila triglioni di radicali liberi , molto di più di tutte le cellule umane messe insieme. Questi radicali liberi reagiscono e si legano alle proteine e grassi causando danni ai vari organi.L’invecchiamento quindi deriva almeno in parte dall’accumulo di danni indotti da queste molecole poiché i meccanismi di detossificazione con l’avanzare dell’età , non sono più efficienti al 100%.
Il fumo non è solo causa di gravi malattie ma determina anche modificazioni della cute e delle mucose che rendono i fumatori poco gradevoli e invecchiati precocemente.
La pelle di chi fuma si presenta solitamente spenta, poco luminosa e di un colore giallo-grigiastro. Già ragazzi di 16-17anni mostrano questi segni appena dopo sei mesi da che hanno iniziato a fumare. In sintesi le modificazioni tipiche dei fumatori incalliti sono:
-pallore e tonalità grigiastra della cute con epidermide sottile e atrofica .
-rivestimento cutaneo cosparso di macchie su di un fondo grigiastro, talora invece soffuso da un costante eritema
-guance scavate e cadenti dovute ad una sottile magrezza dei contorni facciali con prominenza degli strati sottostanti del contorno osseo
-presenza di linee o rughe del viso disposte caratteristicamente in forma radiale intorno alla bocca e agli angoli degli occhi
-rughe lineari superficiali o profonde sulle guance e sotto gli zigomi ,
-zampe di gallina, e rughe accentuate intorno agli occhi
Ecco l’aspetto definito Faccia da fumo
A livello cutaneo , la nicotina produce per effetto della vasocostrizione , una diminuzione del calibro delle arteriole restringendo i piccoli vasi sanguinei specialmente quelli situati intorno agli occhi e alle labbra favorendo il formarsi di rughe e provocandone una riduzione della tonicità e dell’elasticità, Le rughe attorno alle labbra , sarebbero 3-5 volte superiori alla norma nei fumatori.

Studi scientifici
Sono ormai numerosi i lavori scientifici recentemente apparsi che dimostrano inconfutabilmente l’entità dei danni provocati a livello cutaneo dell’azione lesiva del fumo . Eccone alcuni più significativi:
H. Daniel ha compiuto una ricerca comparata su 1104 soggetti confrontando la presenza delle rughe attorno agli occhi ( zampe di gallina) di fumatori e non. L’associazione tra sigarette fumate e rughe risultò impressionante e fu in relazione alla durata ed all’intensità delle sigarette fumate per entrambi i sessi. Fumatori di età compresa tra i 40-49 anni mostravano segni di degenerazione cutanea al pari di non fumatori maggiori di 20 anni di età. Inoltre la pelle dei fumatori di sigarette differiva da quella dei non fumatori oltre che per le rughe , anche per l’aspetto pallido e la tendenza ad un colore giallo-grigio.Uno studio su 299 soggetti non fumatori, 551 non più fumatori e 266 fumatori correnti di età compresa tra i 30 e 69 anni hanno dato i seguenti risultati : L’effetto del fumo sulle rughe facciali diventa evidente con l’età dopo i 40 anni. Infatti le rughe del viso sono rare tra fumatori e non , compresi tra i 30 e 39 anni .Le donne possono essere più sensibili agli effetti negativi del fumo sulle rughe facciali rispetto agli uomini .Tra fumatori correnti , il relativo rischio di rughe era più alto nelle donne che negli uomini e il rischio appariva aumentare dopo 10pacchetti /anno di sigarette fumate nelle donne paragonato con i 20 pacchetti /anno degli uomini. Il numero di pacchetti di sigarette fumate all’anno è stato positivamente associato con le rughe facciali tra donne di età compresa tra i 40 e 69 anni e tra uomini tra i 40 e 59 anni. In entrambi i gruppi il rischio di aumento di rughe facciali era equivalente a circa 1,4 anni di invecchiamento precoce.Con l’età , con una esposizione solare media e peso corporeo controllato , il rischio stimato di avere rughe moderate o gravi tra i fumatori correnti paragonato a quello dei non fumatori è di 2,3 tra gli uomini e di 3,1 tra le donne .La questione della responsabilità relativa del fumo o dell’esposizione della pelle alla luce solare nell’indurre la comparsa prematura delle rughe facciali , fu parzialmente risolta nel 1991 quando Kadunce dimostrò che la maggior parte di rughe facciali premature tra 132 donne di razza bianca fu associata alla quantità di sigarette fumate in un anno indipendentemente dall’esposizione eccessiva alla luce solare. L’associazione di questi due fattori conduceva ad un effetto cumulativo . Alcune ricerche hanno dimostrato che il numero e lo spessore delle fibre elastiche del derma reticolare di persone con pelle chiara non esposta ai raggi solari di fumatori e fumatrici accaniti era significativamente maggiore rispetto alle persone della stessa età non fumatrici.La qualità della barriera epidermica, il raggrinzimento della cute e la secchezza cutanea sono stati presi in considerazione da Muizzudin e altri e confrontati tra gruppi di fumatori attivi, fumatori passivi e non-fumatori. La qualità della barriera epidermica è stata valutata attraverso la perdita d’acqua transepidermica ( TEWL). La secchezza cutanea è stata misurata con l’analisi d’immagine digitale di corneociti che sono stati rimossi dalla cute con “tape-strippimg” ed il grado di raggrinzimanto cutaneo è stato valutato con l’analisi d’immagine computerizzata di repliche siliconiche dell’area periorbitale.I dati ottenuti hanno indicato che i fumatori attivi presentano una cute più rugosa e più secca dei non fumatori, con proprietà di barriera ridotte. L’esposizione solare sembra giocare un ruolo più importante nel favorire l’invecchiamento cronologico , specialmente in combinazione con l’esposizione cronica al fumo di sigaretta. Inoltre , cosa da non poco , il fumo può rendere problematici anche gli interventi di chirurgia estetica in quanto è dimostrato che ritarda la cicatrizzazione delle ferite rendendole più ampie e rilavate con danno d’immagine enorme

Patogenesi:
Il meccanismo responsabile che mette in relazione le sigarette fumate con le rughe facciali può essere dovuto a diversi fattori.L’azione topica può essere dovuta ad un’azione di tipo irritativo delle sigarette sulla pelle. Tale azione può essere anche sistemica . Molti componenti del fumo di sigaretta vengono assorbiti sistemicamente e potrebbero essere la causa di danni al tessuto connettivo e di tipo vascolare . Le sigarette hanno dimostrato di diminuire il flusso arteriolare e capillare nella pelle causando ischemia cronica del derma. Per esempio nei polmoni , il fumo di sigaretta danneggia il collagene e l’elastina, gli elementi del tessuto connettivo che sono importanti per mantenere l’integrità della pelle. E’ stato ipotizzato che il fumo diminuisce i livelli di vitamina A che da protezione contro i radicali dell’ossigeno che danneggiano il DNA e il tessuto connettivo.La patogenesi dei cambiamenti della pelle dei fumatori è poco conosciuta. Il fumo molto probabilmente esercita il suo deleterio effetto sulla pelle attraverso meccanismi interattivi di cui solo alcuni sono stati studiati.Una predisposizione genetica al fumo di sigaretta è molto probabile. Infatti alcuni soggetti sono fortemente inclini a sviluppare le rughe , mentre altri membri della stessa famiglia pur essendo grandi fumatori sono meno inclini a sviluppare rughe . Solo il 27% di 25 soggetti con storia di fumo con più di 50 pacchetti/anno esaminati da Kadunce mostravano rughe importanti.Come nell’elastosi attinica , gli ioni superossido potrebbero essere coinvolti nell’inizio dell’elastosi da fumo.Quando i componenti del tabacco stimolano i neutrofili, vengono prodotti ioni superossido che vengono in parte distrutti da enzimi intracellulari e antiradicali liberi come la vitamina C. Questi radicali liberi possono indurre alterazioni a macromolecole del tessuto connettivo . La distribuzione di questi radicali liberi via flusso sanguineo può spiegare parzialmente la localizzazione dell’elastosi da fumo nella metà e derma reticolare mentre le papille dermiche restano inattacate. In contrasto l’irradiazione solare agisce direttamente sull’epidermide. Vari effetti sul metabolismo del tessuto elastico sono stati descritti per il fumo da sigaretta:
-aumento del rilascio di elastasi da parte dei neutrifili circolanti,
-inattivazione dell’inibitore dell’alfa-1 proteinasi
-nibizione della lisil ossidasi.
Il risultato della degradazione dell’elastina è probabilmente associato ad un eccessivo aumento nella sintesi biochimica di tessuto elastico anomalo come dimostrato prima nei polmoni. Le conseguenze vascolari del fumo conducono ad un ridotto apporto di flusso sanguineo alla pelle che porta inevitabilmente ad un processo di invecchiamento prematuro . Infatti la nicotina aumenta i livelli sanguinei di vasopressina che è un vasocostrittore. La perfusione delle pelle e la temperatura diminuiscono subito dopo pochi minuti dopo l’inalazione di fumo specialmente dopo un periodo in cui non si è fumato. E’ ben conoscuito che fumatori con livelli di carbosiemoglobina cronici sopra il 5% hanno un rischio 20 volte superiore di sviluppare arteriosclerosi se paragonato a quelli con livelli al di sotto del 3%. L’aumento dell’idrossilazione dell’estradiolo indotto dal fumo di sigaretta conduce ad un relativo ipoestrogenismo che potrebbe essere associato nella donna alla secchezza della pelle e atrofia simili a quelle descritte dopo la menopausa.
Ma la scoperta più importante è però quella che ha dimostrato che estratti solubili di fumo in colture di fibrillasti hanno la capacità di aumentare il rilascio di alcuni enzimi proteolitici chiamati Metalloproteinasi . Queste endopeptidasi sono capaci di degradare praticamente tutti i componenti della sostanza intercellulare del connettivo , dal collagene all’elastina fino ai proteoglicani come l’acido jaluronico inducendo un totale squilibrio nell’organizzazione della matrice dermica .

C’è anche il fumo passivo
Bastano 30 minuti trascorsi in un ambiente fumoso per perdere gran parte delle riserve di sostanze antiossidanti del sangue compresa la vitamina C , l’arma di difesa che il nostro organismo ci mette a disposizione per combattere gli effetti nocivi dei radicali liberi , le molecole presenti in abbondanza nel fumo di sigaretta. All’interno dell’organismo i radicali liberi stimolano la produzione di colesterolo ossidato , una sostanza che si attacca alle pareti interne dei vasi sanguinei costituendole cosidette placche aterosclerotiche che possono bloccare il normale flusso o scatenare la formazione di coaguli , i fattori responsabili di infarto o ictus. Si è visto che la quantità di sostanze antiossidanti nel sangue di 10 individui non fumatori in buono stato di salute dopo che erano stati esposti per 30 minuti al fumo passivo, era in grado di indurre un calo di oltre il 30% delle difese antiossidanti di questi individui. Non solo: i non fumatori sembrano essere più suscettibili al fumo di sigaretta rispetto ai fumatori stessi.


Ruolo della Vitamina C
Alla base dell’azione preventiva dei vegetali sui tumori , il contenuto di vitamina C occupa un ruolo importante: sembra ridurre la conversione di nitriti e nitrati alimentari in nitrosamine cancerogene.E’ ormai noto che i fumatori bruciano più vitamina C . Nel loro organismo il consumo di questo agente antiossidante subisce un aumento del 40% che deve essere integrato con un fabbisogno doppio nella dieta rispetto a chi non fuma. L’azione riducente della vitamina C contro i radicali liberi si esplica soprattuto attraverso la rigenerazione della vitamina E. Mentre la vitamina E è in grado di bloccare le reazioni a catena di tipo ossidativo che vengono innescate dai radicali liberi ai danni degli acidi grassi poliinsaturi della membrane cellulari , la vitamina C coadiuva in questo la vitamina E rigenerandone la forma attiva. Questa protezione è forse la reazione che il nostro organismo usa maggiormente per neutralizzare le specie radicalocce.
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Conclusioni
Il fumatore o peggio la fumatrice può star sicuro/a che a 40anni avrà un buon numero di rughe in più dei coetanei astemi dal vizio: segni attorno alla bocca e agli occhi e linee superficiali o profonde sulle guance. per di più il suo viso presenterà con un pallore grigiastro e la sua pelle diventerà sottile, più fragile del normale. Il fumo danneggia la cute sia per esposizione diretta sia per via generale poichè i 4000 composti tossici presenti riducono l’afflusso di sangue alla cute, alterandone l’integrità. Senza il fumo si godono di più sapori e profumi, si respira meglio. Migliora l’aspetto estetico: la pelle è più elastica e colorita e rallenta la formazione di rughe. Spariscono le occhiaie e le macchie gialle sulle dita e i capelli acquistano in vitalità e lucentezza. Chi smette ha di fronte a sè una vita decisamente migliore. Il fumo è un mezzo per complicarsi l’esistenza e dimostrare più anni di quelli che si hanno . Ma ne vale la pena?

Autore : Porto Pietro

 

Bibliografia:
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